Peak Consult Sonora
Steve Dickinson – HiFi+
Traduzione:
Sono trascorsi quasi vent’anni dal mio primo incontro con Peak Consult. Ricordo il modello Princess, un diffusore da pavimento di dimensioni modeste, ma straordinariamente pesante. Era costruito magnificamente ed elegantemente, come molti prodotti danesi sanno essere: veri cabinet in legno massello con finiture sontuose e pannelli frontali in pelle. Il suono rifletteva l’aspetto: bello, elegante e sobrio, seppur con un’impronta un po’ tradizionale. Era facile da ammirare, anche se non l’ho mai amato profondamente. Il problema del Princess era che non “ballava” a sufficienza; tonalmente ricco ed espansivo, con un timing e una coerenza esemplari, ma dinamicamente poteva risultare un po’ contenuto.
Questo era allora. Ora le cose sono diverse. Tutto è cambiato con un cambio di proprietà. Wilfried Ehrenholz era alla ricerca di un nuovo progetto che lo tenesse impegnato dopo aver venduto Dynaudio, l’azienda di altoparlanti che aveva co-fondato. Insieme a Lennart Asbjørn, nel ruolo di CEO, hanno rilevato Peak Consult nel 2021, mantenendo Per Kristoffersen, il fondatore di Peak, responsabile della progettazione degli squisiti cabinet per l’intera gamma di modelli.
Il talento di Per si esprime al meglio nella progettazione e costruzione dei cabinet, ora arricchito dalla vasta esperienza di Wilfried nello sviluppo di altoparlanti e driver. Hanno inoltre coinvolto i servizi e le strutture di misurazione del team di Karl-Heinz Fink per il crossover e il lavoro di messa a punto finale. I risultati di tutta questa collaborazione hanno portato a una linea di quattro modelli davvero notevole.
Peak Consult Sonora
Il diffusore Sonora si colloca alla base della gamma Peak (oltre a un diffusore centrale, se interessati), ma è quanto di più lontano si possa immaginare da un prodotto entry-level. Tanto per cominciare, il prezzo di vendita di 23.000 sterline non grida certo “entry-level”, ma anche la costruzione e la qualità complessiva sono altrettanto elevate quanto quelle dei modelli superiori Sinfonia, El Diablo e Dragon Legacy. L’approccio di Peak è quello di realizzare il miglior diffusore possibile per ogni data configurazione, senza tagli di costi o compromessi; non si tratta di raggiungere un determinato prezzo finale. Wilfried determina la specifica del miglior componente o driver per il compito da svolgere, e quello viene utilizzato, indipendentemente dal costo della “distinta dei materiali”.
L’obiettivo per Sonora era produrre un diffusore che potesse rivaleggiare con il Sinfonia, ma che fosse più facile da collocare in spazi più contenuti. A tal fine, la Sonora è un progetto a due vie, mentre gli altri sono tutti a tre vie, con un numero crescente di driver salendo di gamma. Si differenzia ulteriormente per l’adozione di un radiatore passivo ausiliario a emissione posteriore, anziché un cabinet con porta reflex. Pur essendo un diffusore da pavimento, concettualmente è più vicino a un design da supporto. Il volume dedicato all’altoparlante occupa poco meno della metà del volume del cabinet, con una divisione interna che va appena sotto il driver medio/basso fino al radiatore passivo sul retro.
Al di sotto di questa divisione si trova il crossover, in uno spazio riempito di sabbia fine per isolare la rete dall’energia vibrazionale strutturale e aerea. Il crossover utilizza la tecnologia Linear Impedance Control di Peak, che contribuisce a mantenere l’impedenza dell’altoparlante il più amichevole possibile per l’amplificatore. Oltre alla scelta di legno massello e HDF a sezione spessa per il cabinet stesso, la base riempita di sabbia aiuta a spiegare perché ogni cabinet, pur dalle dimensioni adatte all’ambiente domestico, pesa ben 68 kg. Il pannello frontale su cui sono montati i driver è inclinato all’indietro per l’allineamento temporale e presenta una leggera sfaccettatura per minimizzare gli effetti di diffrazione. Il pannello posteriore è inclinato in avanti, evitando facce parallele, cosicché il cabinet si rastrema dal basso verso l’alto. Questa rastremazione contribuisce anche a ridurre l’impressione di dimensione e massa visiva, pur mantenendo un’impronta sufficientemente ampia da garantire stabilità. Una striscia di acrilico nero lucido corre lungo ciascun lato del cabinet, per spezzare meglio l’aspetto di “lastra di legno” dei fianchi.
L’aspetto “adatto all’ambiente domestico” è importante qui; la mia sala d’ascolto non è grande, circa 4×4 metri, e l’emissione di bassi dei modelli a tre
vie più grandi può essere prodigiosa, per non parlare dei cabinet un po’ più grandi e profondi che occupano. Sebbene le dimensioni del diffusore Sonora, del Sinfonia e dell‘El Diablo non siano enormemente diversi, se lo spazio dell’ambiente è limitato il diffusore Sonora risulta efficacemente più sottile e meno profondo, con un’impronta molto simile a quella di un diffusore da supporto di medie dimensioni. Si abbina anche alla mia combinazione Accuphase DP570/E5000 in modo più appropriato dal punto di vista del costo, anche se costa ancora circa il doppio delle FinkTeam Kims che di solito si trovano lì. E il confronto con quelle Kims merita una breve menzione.
Il volume del cabinet delle Kims è maggiore della sezione del woofer delle Sonora, e il loro driver basso/medio da 8 pollici è più grande del design da 6 pollici della Sonora (anche se il radiatore passivo da 8 pollici della Sonora significa che la loro area radiante totale dei bassi è in qualche modo maggiore). Due approcci diversi per ottenere una discreta emissione di bassi da un set di driver di dimensioni contenute, ed entrambi ugualmente riusciti a modo loro. In precedenza ho descritto il Kim come un diffusore da supporto che pensa di essere un diffusore da pavimento; la Sonora potrebbe quasi essere considerato un diffusore da pavimento che pensa di essere uno da supporto. E nel caso pensiate che la dotazione di driver e il volume dell’enclosure siano definitivi in termini di prestazioni dei bassi, sia ben chiaro che il basso della Sonora non manca di profondità, peso o impatto, e scende più in profondità e con più forza del Kim, collegato allo stesso sistema.
Quasi dal primo momento in cui si ascolta la musica, c’è una “giustezza” nel suono delle Sonora. Texture, timbri, intonazione e informazioni spaziali sono risolti in modo così fine e accurato che sembra che ciò che si è sperimentato prima sia stata solo un’approssimazione. Gli strumenti suonano naturali e reali, non è solo una questione di timbro, hanno texture e forma; i pianoforti hanno un appropriato senso di massa e dimensione, e le voci sono incredibilmente reali. Il sassofono soprano è uno strumento con cui ho dei veri problemi; così spesso risulta stridulo, duro e opprimente. Il che è un peccato perché dal vivo può essere quasi etereo. “Ahmad the Terrible” di Jack de Johnette dall’Album Album (ECM) ne è un esempio. Spesso lo uso come test perché se il timing non funziona, è solo un po’ di baccano. Questa volta, non solo il timing era assolutamente perfetto, ma il timbro del sassofono soprano di John Purcell respirava come uno strumento reale; l’accoppiamento tra sax e basso ora sembra giocoso, una danza leggera come un cakewalk, e svetta sul resto dell’ensemble quando il groove decolla davvero.
E intuizioni come queste continuano ad arrivare. Oltre ai colori e alle texture tonali, c’è anche un livello straordinario di risoluzione spaziale. Ascoltando l’esecuzione del Brahms Deutsches Requiem da parte della LSO/Previn (LSO Live), è chiaro che è stato registrato in un auditorium, non in uno studio. L’orchestra e il coro sono disposti di fronte a voi; la scala e lo spazio tra le varie sezioni ricordano molto un concerto dal vivo. E l’impressione di realismo senza sforzo continua. Nell’apertura “selig sind”, l’orchestra e il coro sono chiaramente trattenuti; la sensazione di forze sostanziali e potenti tenute a freno è palpabile. Questo è un requiem molto umano, e l’evocazione dello spirito umano da parte di Previn emerge molto chiaramente.
Mi sono ritrovato a scavare sempre più a fondo nella mia collezione di registrazioni classiche, solo per deliziarmi della struttura e dell’organizzazione che le Sonora apportano a opere su vasta scala. Normalmente, se mi ritrovo a gravitare verso un solo genere musicale, questo è un segnale d’allarme. Nel caso delle Sonora, ho ascoltato più musica classica del solito perché non avevo mai sentito le mie registrazioni classiche rese con un tale senso naturale di scala, forma e struttura. A volte, sembrava di poter risolvere sezioni dell’orchestra fino al livello dei singoli strumenti; certamente è diventato molto più facile capire cosa il compositore stesse cercando di fare, come impiegava le parti dell’orchestra e come il direttore aveva orchestrato le forze a sua disposizione per offrirci la sua interpretazione. La capacità delle Sonora di organizzare e mantenere separate una moltitudine di parti intrecciate è ineguagliabile nella mia esperienza, certamente a questo prezzo. E un aspetto di ciò è l’accuratezza delle informazioni sull’intonazione.
Strappandomi dalla grande musica classica: Bokante e la Metropole Orkest, What Heat (Real
World) e ‘Fanm’ hanno un’energia e una spinta enormi, ma trovano comunque spazio per mostrarci la varietà delle voci, permettendo alla musica di sviluppare la propria forma. Le varie linee sono più facili da seguire in parte perché si può sentire più a fondo nella musica, ma anche perché le informazioni sull’intonazione sono risolte in modo così fine; ci si ritrova a notare una linea musicale perché si riesce a seguire la melodia o a sentire come le note suonate contribuiscono all’armonia. Il jazz in particolare dipende interamente dall’interrelazione tra gli esecutori, quindi quando un esecutore si ritira e supporta un altro assolo, si può comunque sentire il suo contributo. Renaud Garcia-Fons, “Berimbass” da Arcoluz (Enja): i due protagonisti sono il contrabbasso e la chitarra spagnola, e quando il basso passa il testimone alla chitarra, non smette di suonare, ma contribuisce alla struttura armonica sotto e dietro le linee della chitarra. Di solito ne sono solo vagamente consapevole, ma qui e ora posso sentire le note che suona e come sostengono la musica.
La loro capacità di risolvere dati timbrici, spaziali, di intonazione e di timing è superiore a qualsiasi altra cosa io abbia sperimentato, e i risultati sono incredibilmente reali. Mettono l’ascoltatore di fronte a un evento musicale, senza bisogno di una volontaria sospensione dell’incredulità, e lo fanno senza apparente sforzo o artificio. Ciò richiede anche che siano all’altezza della gamma dinamica, e anche in questo non deludono, sebbene questa sia l’area che più ovviamente beneficia di una configurazione accurata. Come molti prodotti a questo livello di capacità e prezzo, le prestazioni di cui sono capaci richiedono e si aspettano la vostra attenzione per la configurazione, e le ricompense quando lofate ripagano ampiamente lo sforzo. Questi potrebbero non essere “entry level” in alcun senso significativo del termine, ma potrebbero facilmente essere un diffusore definitivo.
Tutti i diffusori Peak Consult arrivano con un set di stabilizzatori che si montano saldamente sotto la piastra di base. Un set di piedini regolabili con estremità smussata si avvita attraverso questi stabilizzatori, fissati superiormente da un cappuccio cilindrico in acciaio inossidabile che si avvita su una sezione filettata del piede e poggia su una rondella in materiale polimerico smorzante. La combinazione di stabilizzatore, piastra di base e piedini forma l’interfaccia con il pavimento, smorzata in parte dalla rondella tra il cappuccio di bloccaggio e la superficie superiore dello stabilizzatore. La forma arrotondata dei piedini elimina la necessità di protezioni per pavimenti su superfici dure, anche se ho sperimentato con i miei soliti dischi AcouPlex da 50 mm sotto di essi.
Ed è decisamente utile sperimentare come i cappucci, le rondelle e le protezioni per pavimenti influenzano il suono durante l’installazione. Le Sonora suonano diversamente se i cappucci sono avvitati saldamente a mano, e nella mia stanza questo non ha dato grandi risultati. Avvitati delicatamente era meglio; semplicemente avvitati fino a sentire la minima resistenza contro la rondella era ancora meglio, ma nella mia stanza, su pavimento di legno duro, ho ottenuto i migliori risultati lasciando i cappucci di bloccaggio completamente rimossi. La parte filettata del piede ha un diametro relativamente grande e si avvita saldamente attraverso lo stabilizzatore, quindi, anche dato il peso, questo era del tutto sicuro. La recensione è stata condotta principalmente con questa configurazione.
Conclusioni
Non c’è assolutamente alcun dubbio che le Peak Consult Sonora sia un diffusore acustico straordinariamente completo e musicale. La sua capacità di risolvere dati timbrici, spaziali, di intonazione e di timing è superiore a qualsiasi altra cosa io abbia sperimentato, e i risultati sono incredibilmente reali. Pone l’ascoltatore di fronte a un evento musicale, facendolo immergere totalmente nell’esperienza di ascolto, e lo fa senza apparente sforzo o artificio. Richiede attenzione alla configurazione, ma le ricompense ripagano ampiamente lo sforzo. Pur non essendo un prodotto “entry level”, potrebbe facilmente rappresentare un diffusore definitivo.
Specifiche Tecniche:
- Tipo: Diffusore da pavimento a due vie in cassa chiusa con radiatore passivo posteriore.
- Driver: Un tweeter Scan-Speak Illuminator a cupola morbida in seta da 25 mm, costruito su specifiche Peak Consult, accoppiato in coppia con una tolleranza di 0.1 dB. Un’unità medio/basso Audio Technology da 15 cm (6 pollici) con cono sandwich monopezzo, telaio in magnesio pressofuso con sistema di magneti interni composto da 6 magneti al neodimio in configurazione a stella, bobina mobile in Kapton con filo di alluminio e avvolgimento hexacoil. Un radiatore passivo posteriore in polipropilene da 20 cm (8 pollici).
- Frequenza di crossover: 2500 Hz.
- Risposta in frequenza: 28Hz – 30kHz (± 3dB) (in ambiente, tipica).
- Impedenza: Tipica 7Ω, minima 4Ω.
- Sensibilità: 85dB/W/m.
- Dimensioni (AxLxP): 1130 x 280 x 385 mm.
- Peso: 68 kg ciascuno.
- Finiture: Noce nero americano/acrilico con finitura frontale in pelle; acrilico bianco puro o nero notte con finitura frontale in pelle liscia.
- Prezzo: £23,000.
- Produttore: Peak Consult Denmark ApS (www.peak-consult.dk).
- Distributore nel Regno Unito: MusicWorks (UK) Ltd (www.musicworks-hifi.com, +44(0)161 491 2932).


