Le Spendor A4.2 hanno ricevuto il Diapason d’Or, il riconoscimento che la storica rivista francese Diapason riserva ai prodotti capaci di dimostrare prestazioni eccezionali, integrità progettuale e valori musicali duraturi. Una soglia di giudizio severa, attraversata con naturalezza dal diffusore inglese.
Nella recensione, i redattori descrivono la A4.2 come un diffusore “discreto nell’aspetto“, capace però di restituire “una presenza e una solidità che non ci si aspetterebbe da un diffusore da pavimento di queste dimensioni“. Vengono messe in evidenza “l’eloquenza e la facilità nei passaggi musicali“, insieme alla capacità di ricreare “una scena convincente, sia nello spazio sia nell’intensità”. La conclusione è netta: piccole dimensioni, grande impatto, un innato senso della musica.
Una storia che passa per la BBC
Parlare di diffusori inglesi porta quasi sempre a evocare gli studi di Abbey Road o la BBC. Spendor non fa eccezione: l’azienda nasce alla fine degli anni Sessanta a Sheffield, fondata da Spencer e Dorothy Hughes, da cui il nome Spen-Dor. Spencer Hughes collaborò proprio al dipartimento di ricerca della BBC prima di dare vita al marchio e progettare le mitiche BC1 e BC3. Suo figlio Derek è all’origine della celebre S100, monitor a tre vie ispirato alla BC3 e oggi diventato l’attuale Classic 100.
Accanto alla gamma Classic, Spendor propone le D-Line e le A-Line. Quest’ultima ha ricevuto un aggiornamento che Torin Wilson, attuale Chief Designer, definisce “un’evoluzione ponderata e onesta”: dalla compatta due vie A1.2 alle colonne A2.2, A4.2 e A7.2, le modifiche toccano elementi decisivi, a partire dal rinforzo interno delle ebanisterie in corrispondenza dei woofer e da un nuovo sistema di smorzamento delle onde stazionarie in Sorbothane.
Il progetto
La A4.2 è un diffusore a due vie di altezza contenuta (86 cm), più profonda che larga (28,4 cm contro 16,5), accordata in bass-reflex, con un woofer da 18 cm a cono polimerico che occupa l’intera larghezza del frontale. Il condotto di accordo è stato ridisegnato per limitare i fenomeni di turbolenza, così come il filtro passivo, che ora lavora con un punto di incrocio più basso (2 kHz contro i precedenti 3,7), reso possibile dal nuovo tweeter a cupola morbida da 27 mm con sospensione allargata e camera posteriore di decompressione.
All’ascolto
Discrete nell’aspetto, le A4.2 brillano per una presenza e una consistenza che non ci si aspetta da diffusori di questo formato. Lo spettro coperto va da 36 Hz a 27 kHz, il rendimento è medio (85 dB), ma quello che emerge è la loro eloquenza e la loro disinvoltura musicale.
Come ricorda il costruttore: “il timing è fondamentale per l’esperienza musicale“. Da qui l’attenzione meticolosa al trattamento delle vibrazioni interne, con rinforzi e piccoli smorzatori polimerici collocati con precisione: l’energia parassita viene convertita in calore inudibile. Un integrato di potenza media basta così a ricreare una scena sonora credibile, in spazialità e in intensità.
Lo conferma l’ascolto di There Was A Child Went Forth di Joel Puckett: la voce del tenore Nicholas Phan è liberata come raramente accade, si colloca spazialmente più in alto dei diffusori, fase rispettata, e si stacca dall’orchestra, anch’essa distribuita nello spazio in profondità, restituendo vita e verosimiglianza all’insieme.
(Estratto della recensione di Diapason)



